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CA.RE.MAR. riduzione armamento

CA.RE.MAR. riduzione armamento - CENTRO NAZIONALE MARITTIMI

  

CENTRO NAZIONALE TUTELA

MARITTIMI E PERSONE VIAGGIANTI

 COMUNICATO STAMPA                                                                                                                                                               26 Settembre 2013

Numerosi i Marittimi che si sono rivolti alla sede del Centro Nazionale Marittimi per chiedere tutela avverso l’Autorità Marittima di Napoli.

Ieri si è tenuta una riunione in Federlinea presenti il Dott.Ruggiero Presidente della Federlinea, il Dott. Paolo Como Amministratore della CA.RE.MAR, il Dott. Roberto Liguori Direttore Generale della CA.RE.MAR i quali hanno deciso che dal 1° Ottobre 2013 saranno applicate le Tabelle Minime di Sicurezza sulle navi CA.RE.MAR, tabelle con cui in pratica si autorizza a ridurre quantitativamente e qualitativamente i 17 membri dell’equipaggio per nave in forza nei mesi invernali e 18 in quelli estivi, a soli 15 membri.

Questa nuova autorizzazione sarà provvisoriamente firmata in sede locale solo dal Comandante Sartorato della Capitaneria di Porto di Napoli Responsabile della Sicurezza, contrariamente a quanto invece deciso dalla Capitaneria di Porto di Cagliari con le navi SA.RE.MAR.

Va precisato che quest’ultima si era già comunque dimostrata molto più sensibile alle problematiche dei Marittimi quando come CENTRO NAZIONALE MARITTIMI abbiamo chiesto interventi per l’aumento del numero delle cabine, assolutamente inadeguato, per il personale imbarcato sulla DIMONIOS, attivandosi immediatamente con un ispezione a bordo (alleghiamo lettera pervenutaci in risposta dalla Capitaneria di Porto di Cagliari), mentre la Capitaneria di Porto di Napoli, latitante, non ha dato alcun cenno di interessamento.

 

Per giustificare questa diminuzione di personale è stata anche effettuata una prova pratica di abbandono nave al fine di dimostrare che, pure con equipaggio ridotto, i requisiti minimi di sicurezza sarebbero stati rispettati.

Ma questa prova si è svolta senza utilizzare persone che simulassero in qualche modo il ruolo di passeggeri  da evacuare.

E questa mancanza la dice lunga sulla serietà della prova e della volontà della CA.RE.MAR. di tutelare la sicurezza dei passeggeri nonché quella dei suoi membri dell’equipaggio.

Si fa notare che per giungere alla riduzione del numero dei membri minimi dell’equipaggio, vengono portate come termine di paragone alcune navi dell’armamento privato, cosa del tutto errata, dal momento che la tipologia di tali navi, impianti e principalmente mezzi di salvataggio da gestire, sono del tutto diversi.

Cosa ancora più importante, proprio il 28 maggio, è stato firmato un accordo sindacale in SA.RE.MAR. per navi similari (ex proprietà CA.RE.MAR.) per la rimodulazione qualitativa della Tabella Minima, rimanendo invariata a 17 unità il numero minimo dei membri dell’equipaggio.

Non si capisce come possa l’Autorità Marittima di Napoli – dovendo adottare gli stessi parametri di riferimento di cui alla Circolare n. 001 del 20.10.2010 del Comando Generale delle Capitanerie di Porto e delle Risoluzioni IMO in materia – procedere ad eventuali riduzioni in contrasto con lo stato di fatto di navi similari già approvate con Tabelle Ministeriali.

Comprendiamo che la CA.RE.MAR., vicina al dichiarare fallimento,  voglia tentare di risparmiare sulla forza lavoro, ma ciò ha inevitabilmente ricadute sui livelli minimi di sicurezza nonché occupazionali.

La cosa ancor più grave però è che l’Autorità Marittima si presti ad una riduzione di sicurezza a bordo, avallando e certificando la congruità di una eventuale riduzione tabellare.

Certo è nelle prerogative dell’Autorità Marittima locale ( a cui poi deve obbligatoriamente seguire la successiva approvazione  ministeriale ) valutare le richieste delle Compagnie di Navigazione riguardo al nuovo numero minimo di membri al variare delle dotazioni di bordo ed alle condizioni operative, ma se ne dovrebbe assumere anche  la piena responsabilità in caso di eventi emergenziali che possano mettere a repentaglio la vita umana in mare sia dei passeggeri che degli stessi membri dell’equipaggio.

Abbiamo il timore che, essendoci in corso una gara per la privatizzazione, tale operazione di riduzione sia solo funzionale agli interessi degli ipotetici acquirenti e sia volta a rendere più appetibile l’acquisto a discapito della Sicurezza della Navigazione e, come detto, della Salvaguardia della Vita Umana in Mare.

Comunque, le modifiche al ribasso delle tabelle di armamento CA.RE.MAR oltre alla sicurezza,  avranno inoltre gravi ricadute occupazionali, con circa 20 esuberi cosa che, a quanto sembra, l’Autorità Marittima di Napoli non ha preso in minima considerazione.

Anna Massone in qualità di Presidente del CENTRO NAZIONALE MARITTIMI contesta il via libera dato dalla Capitaneria di porto di Napoli alla ridefinizione dello strumento che determina il numero adeguato di marinai a bordo di una nave annunciando azioni a tutela dei marittimi CA.RE.MAR  dando battaglia a tutti coloro che anteporranno il profitto alla salvaguardia dei posti di lavoro e della vita umana in mare.

Verrà inviata lettera a:

AL COMANDO GENERALE DELLA CAPITANERIA DI PORTO DI ROMA

 

ALLA CAPITANERIA DI PORTO DI NAPOLI

 

AL MINISTRO DEI TRASPORTI

 

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26/09/2013 commenti (38)